Superbonus 110%: insidie e sanzioni penali, civili e amministrative

Reati e sanzioni Superbonus 110%: scopri come riqualificare la tua casa a Potenza e in Val d'Agri in sicurezza

Ecco gli errori da non commettere per evitare tutte le “trappole” di natura penale, civile e amministrativa per accedere al Superbonus e riqualificare la tua casa in sicurezza.

Superbonus 110%: quante insidie!

Responsabilità Superbonus: è il tema di questo articolo che ho deciso di scrivere per aiutarti a non commettere errori e sottolineare l’importanza di affidarsi ai professionisti giusti.

E visto che i controlli dell’Agenzia delle Entrare saranno lunghi e dettagliati, è bene chiarire alcuni aspetti di natura penale, civile e amministrativa per beneficiare dell’agevolazione in tutta sicurezza.

Le insidie del Superbonus sono tante e non devono in alcun modo essere sottovalutate per evitare di veder l’opportunità del 110% ridursi in frammenti e pagare per intero gli interventi effettuati e le relative sanzioni per inosservanza della legge.

Il diritto penale e il Superbonus: le asseverazioni come garanzia per il 110%

Ho deciso di scavare più a fondo nel Decreti attuativi del Mise, per scovare tutte le trappole che potrebbero complicare la scalata al 110%.

E, proprio analizzando il Decreto Asseverazioni, sono emerse 2 criticità:

  • le dichiarazioni dei tecnici asseverati per poter accedere al Superbonus, necessarie per verificare la sussistenza dei requisiti previsti e la congruità delle spese sostenute per gli interventi di ristrutturazione e riqualificazione;
  • la conformità urbanistica dell’immobile da riqualificare.

Perché “criticità”?

Ti riporto il comma 14 dell’articolo 119 del Decreto Rilancio:

“Ferma l’applicazione delle sanzioni penali ove il fatto costituisca reato, ai soggetti che rilasciano attestazioni e asseverazioni infedeli si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000 a euro 15.000 per ciascuna attestazione o asseverazione infedele resa”.

Siamo nell’ipotesi delle “false asseverazioni”.

Il comma 14 dell’articolo 119 del Decreto Rilancio è direttamente collegato all’articolo 481 del Codice Penale, “Falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessita”:

“Chiunque, nell’esercizio di una professione sanitaria o forense, o di un altro servizio di pubblica necessità, attesta falsamente, in un certificato, fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da euro 51 a euro 5161”.

Ma il tecnico asseveratore svolge un ruolo di pubblica necessità?

Secondo la legge sul Superbonus 110%, sì!

Quindi, l’asseveratore è obbligato a certificare il vero, per non commettere il reato definito dall’articolo 481 del Codice Penale.

E nel caso di errore sull’asseverazione?

In questo caso, potrebbero sorgere problemi anche per il committente.

Asseverazioni Superbonus: chi è responsabile per gli errori nelle asseverazioni?

Il tecnico!

Sì, è vero, ma la risposta non è sempre così scontata.

Infatti, parlando di “false asseverazioni” è opportuno anche esaminare il profilo soggettivo del reato.

Il richiamo è all’articolo 48 del Codice Penale, “Errore determinato dall’altrui inganno”, che potrebbe ritorcersi anche nei confronti del committente dei lavori.

In che senso?

Stiamo parlando di “falso per induzione”, una particolare fattispecie di reato che potrebbe agevolare il tecnico asseveratore e creare seri problemi al committente.

In pratica, per il tecnico che commette un errore per colpa o per dolo, sarà più facile dimostrare che l’errore è stato commesso per essere stato tratto in inganno dal committente, affermando a supporto della sua tesi che lo stesso voleva dimostrare l’esistenza dei presupposti per accedere al Superbonus, invece che dichiarare la propria colpa.

Ecco perché è importantissimo scegliere con attenzione i professionisti qualificati che seguiranno la tua ristrutturazione.

Chiarito questo primo aspetto, spostiamoci sulla conformità urbanistica dell’immobile da riqualificare.

Cosa potrebbe succede in caso di lavori effettuati su un immobile urbanisticamente non conforme?

Sfruttare il Superbonus per ristrutturare e riqualificare un edificio non conforme dal punto di vista urbanistico è una vera e propria auto-denuncia.

Commetterai i reati indicati nell’articolo 44 D.P.R. 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia):

Salvo che il fatto costituisca più grave reato e ferme le sanzioni amministrative, si applica:

1- l’ammenda fino a 10329 euro per l’inosservanza delle norme, prescrizioni e modalità esecutive previste dal presente titolo, in quanto applicabili, nonché dai regolamenti edilizi, dagli strumenti urbanistici e dal permesso di costruire;

b) l’arresto fino a due anni e l’ammenda da 5164 a 51645 euro nei casi di esecuzione dei lavori in totale difformità o assenza del permesso o di prosecuzione degli stessi nonostante l’ordine di sospensione;

c) l’arresto fino a due anni e l’ammenda da 15493 a 51645 euro nel caso di lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio, come previsto dal primo comma dell’articolo 30. La stessa pena si applica anche nel caso di interventi edilizi nelle zone sottoposte a vincolo storico, artistico, archeologico, paesistico, ambientale, in variazione essenziale, in totale difformità o in assenza del permesso.

2. La sentenza definitiva del giudice penale che accerta che vi è stata lottizzazione abusiva, dispone la confisca dei terreni, abusivamente lottizzati e delle opere abusivamente costruite. Per effetto della confisca i terreni sono acquisiti di diritto e gratuitamente al patrimonio del comune nel cui territorio è avvenuta la lottizzazione. La sentenza definitiva è titolo per la immediata trascrizione nei registri immobiliari.

2-bis. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche agli interventi edilizi suscettibili di realizzazione mediante segnalazione certificata di inizio attività ai sensi dell’articolo 23, comma 01, eseguiti in assenza o in totale difformità dalla stessa.

Ma un professionista qualificato di certo effettuerà un preliminare studio di fattibilità, non solo per progettare gli interventi da portare a termine, ma per verificare proprio la sussistenza dei requisiti per poter accedere al Superbonus.

Quindi, non fidarti di chi ti dice che è sempre tutto possibile e che non si corrono rischi, ad esempio, nel riqualificare un immobile dove c’è stato un aumento di volumetria mai dichiarato.

Superbonus e diritto amministrativo: quali permessi servono per poter procedere?

Per riqualificare casa sfruttando l’agevolazione al 110% sono necessari specifici titoli abilitativi?

Rispondere a questa domanda è molto semplice se si prendono come riferimenti normativi queste 2 fonti:

  • art. 6 del D.P.R. 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia);
  • Glossario di cui al D.M. del 2 marzo 2018.

Che cosa definiscono?

Tutti i lavori che rientrano nella cosiddetta “edilizia libera”, cioè tutti gli interventi che possono essere portati a termine senza dover richiedere particolari autorizzazioni.

E tutti gli interventi trainanti, così come gli interventi che possono essere trainati al 110%, previsti dalla legge in vigore, rientrano nella categoria prima citata.

Ma attenzione: è importante rispettare altre norme per non commettere reati di natura amministrativa.

Infatti, è sempre obbligatorio rispettare la normativa vigente in materia di:

  • sicurezza,
  • antincendio;
  • efficientamento energetico;
  • antisismica;
  • beni culturali e del paesaggio.

Progettare tutti gli interventi rispettando queste norme, gestendo in sicurezza il cantiere, è fondamentale per non avere problemi anche per quanto il Superbonus al 110%

La cessione del credito Ecobonus esaminata con il Codice Civile in mano.

In ultimo, soffermiamoci sulla cessione del credito Superbonus, uno degli aspetti più interessanti della nuova legge.

Riassumendo: i beneficiari del Superbonus possono, alternativamente alla detrazione diretta, optare per lo sconto in fattura o per la cessione del credito.

Ma che cos’è la cessione del credito?

Dal punto di vista del diritto civile può essere definito come un “trasferimento”: il credito si trasferisce dalla sfera giuridica di un soggetto (ad esempio, il committente cedente) alla sfera giuridica di un altro soggetto (il cessionario, che può essere l’impresa o la banca).

E l’Agenzia delle Entrate ha chiarito quali sono gli obblighi del cedente per poter sfruttare la cessione del credito Superbonus senza commettere illeciti civili.

Il riferimento è all’articolo 1262 del Codice Civile, che prevede l’obbligo per il cedente di consegnare al cessionario i documenti che provano l’esistenza del credito.

Ma i provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate hanno anche definito che per poter beneficiare della cessione del credito è fondamentale il visto di conformità!

A cosa serve e da chi deve essere rilasciato?

Il visto di conformità attesta la sussistenza di tutti i presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta e deve essere rilasciato da professionisti abilitati (commercialisti, periti commerciali, consulenti del lavoro, responsabili del CAF).

Insomma, un “timbro” necessario per accedere alla maxi detrazione e cedere il credito quando non è possibile optare per la detrazione diretta.  

Un professionista qualificato può aiutarti a superare tutte le insidie del Superbonus

Ristrutturare e riqualificare casa grazie al nuovo Superbonus al 110% è davvero complicato se non sai da dove partire: tanti sono i documenti necessari per accedere alla detrazione e tanti sono anche i professionisti da contattare.

E non esistono scappatoie per accorciare i termini e semplificare le cose.

Ma con Ecobonus in Fattura avrai al tuo fianco un consulente qualificato che si dedicherà esclusivamente al tuo caso, guidandoti verso il 110% senza farti commettere errori.

Il sistema unico di Ecobonus in Fattura è stato studiato per garantirti un servizio completo e su misura per aiutarti a riqualificare casa in sicurezza con:

  • analisi di fattibilità;
  • precisa progettazione degli interventi da fare;
  • gestione della sicurezza di cantiere;
  • gestione delle pratiche burocratiche e fiscali;
  • eventuale proposta di aziende qualificate;
  • proposte per la gestione del credito.

Prenota ora la tua consulenza personalizzata per beneficiare di questi servizi e riqualificare la tua casa con il Superbonus.

Raffaele

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Raffaele lentini

Raffaele lentini

Sono Raffaele Lentini, ingegnere e ideatore di Ecobonus in fattura, il punto di riferimento per le ristrutturazioni in Val d’Agri.