Come funziona l’Ecobonus 110% per il condominio minimo?

Condominio minimo Ecobonus 110%: come accedere alle detrazioni fiscali?

Ecobonus 110% condominio minimo: come accedere alla maxi detrazione fiscale per lavori di riqualificazione energetica e ristrutturazione? Ecco gli ultimi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate che eliminano ogni dubbio sull’obbligo dell’identificativo e sulle modalità per fare lavori a costo quasi zero

Ecobonus 110% condominio minimo: non serve il codice fiscale!

Un chiarimento, quello dell’Agenzia delle Entrate, che elimina ogni dubbio sulla possibilità per il condominio minimo di accedere al nuovo Super Ecobonus per lavori di ristrutturazione e riqualificazione.

In un primo momento, l’Agenzia delle Entrate aveva annunciato che per accedere al 110% era obbligatorio il codice fiscale del condominio.

Ma con la risposta n. 196 del 18 marzo 2021 ha cambiato le carte in tavola, facilitando le operazioni per i contribuenti che intendono migliorare l’efficienza dei loro appartamenti con interventi su parti comuni e private.

Ora, prima di entrare nel vivo della questione, per scoprire cosa i condòmini devono fare per sfruttare l’Ecobonus al 110%, diamo una definizione di condominio minimo, per inquadrare meglio la situazione.

Il condominio minimo si costituisce in via automatica, cioè non occorre nessuna delibera assembleare o atto formale, qualora l’edificio sia composto da almeno 2 unità immobiliari appartenenti a diversi proprietari.

E il condominio resta “minimo” fino a un massimo di 8 unità immobiliari.

Le regole sono diverse rispetto a quelle previste per i condomini più grandi – a proposito, clicca qui per scoprire fin dove arrivano i poteri dell’assemblea per il Superbonus – anche per quando riguarda le nuove detrazioni fiscali.

Quali sono le regole Ecobonus 110% per il condominio minimo?

Il problema principale è quello dell’intestazione della fattura per i lavori di ristrutturazione e riqualificazione energetica previsti dal nuovo Superbonus.

Un problema che, dopo tante richieste di chiarimento, è stato risolto proprio dall’Agenzia delle Entrate, che ha fatto una precisa distinzione tra condominio con più di 8 unità immobiliari e il condominio minimo.

In generale, se è il condominio che deve ricevere le fatture relative ai lavori – fatture che prevedono una trattenuta del 4% – è obbligatorio un codice fiscale.

Il condominio deve dotarsi di codice fiscale perché, nel caso appena descritto, è sostituto d’imposta.

È stato proprio il direttore dell’Agenzia delle Entrate a dichiarare più volte che per il Superbonus le fatture devono essere destinate al solo condominio.

Regola che vale anche per l’Ecobonus 110% per condomini minimi.

Ma non sempre.

Infatti, come definito nella risposta n.196 del 18 marzo 2021, il condominio minimo, sprovvisto di codice fiscale, può seguire un’altra strada per accedere all’Ecobonus 110%.

Ecco il chiarimento:

Il condominio minimo può accedere all’Ecobonus 110% senza richiedere un apposito codice fiscale.

Che cosa si può fare?

Si può utilizzare il codice fiscale del proprietario di un’unità immobiliare dell’edificio da riqualificare.

Proprietario che vestirà i panni del contribuente che dovrà portare a termine tutti gli adempimenti necessari per accedere alle nuove misure previste dal D.L. 34/2020 per la riqualificazione degli edifici esistenti.

A dire il vero, già la famosa circolare n.30/E 2020 aveva fatto riferimento a tale possibilità, ma l’Agenzia delle Entrate, con la risposta n.196 del mese di marzo 2021, ha voluto sottolineare, una volta per tutte, il concetto di dimensione del condominio per seguire questa più agevole strada che porta alle stesse detrazioni fiscali.

Per l’Ecobonus 110%, il condomino che utilizzerà il suo codice fiscale riceverà le fatture in nome proprio ma per conto del condominio.

Come richiedere il codice fiscale condominio minimo per accedere all’Ecobonus 110%?

Senza complicare troppo le cose, in un condominio minimo, dove manca la figura dell’amministratore, la richiesta di attribuzione del codice fiscale deve essere presentata da uno dei condòmini munito di delega dell’assemblea.

Lo specifico verbale deve essere consegnato in copia all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate, accompagnato dalla copia del documento di riconoscimento del condomino rappresentante e al modello AA5/6 che può essere scaricato direttamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate.

Sembra tutto così semplice.

Ed è così.

Almeno per la richiesta di codice fiscale.

Perché per tutti gli altri adempimenti le cose si complicano e il rischio di commettere qualche errore e ritrovarsi a “fare i conti” con l’Agenzia delle Entrate è davvero alto.

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Raffaele lentini

Raffaele lentini

Sono Raffaele Lentini, ingegnere e ideatore di Ecobonus in fattura, il punto di riferimento per le ristrutturazioni in Val d’Agri.